mercoledì 29 Aprile 2026

Nardella “Trump ha voluto la guerra in Iran ma il prezzo lo paga l’Europa”

MILANO (ITALPRESS) – “L’Europa sta pagando il prezzo economico di un conflitto sul quale non è stata nè informata nè coinvolta”. Lo afferma Dario Nardella, eurodeputato del Partito Democratico, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano Europa dell’agenzia Italpress.
“Ci troviamo davanti a una guerra che non ha sbocco. Il paradosso è che ora l’obiettivo principale del conflitto israelo-americano contro l’Iran è aprire lo stretto di Hormuz, che era già aperto prima dell’inizio delle ostilità”, spiega Nardella, che sulle ricadute economiche sull’Italia afferma: “Il governo è dovuto correre ai ripari prolungando la riduzione dei prezzi di diesel e benzina. Ma c’è anche l’esplosione dei prezzi degli alimentari: il gasolio agricolo è aumentato del 30%, e il 25% dei fertilizzanti proviene dall’area interessata dal conflitto”.
L’impatto sulla sola filiera agroalimentare, stima Nardella, ammonta a 20 miliardi di euro in un mese di guerra.
La risposta europea, a suo giudizio, è insufficiente: “Serve un fondo europeo di emergenza come quello adottato per il Covid. E l’offensiva diplomatica dell’Ue non è abbastanza rilevante”.
Nardella chiede alla Commissione Europea di esercitare pressione politica su Trump: “Il presidente americano continua a seguire i diktat di Netanyahu, e l’Occidente ne paga le conseguenze. La principale responsabilità è sua”.
Sul fronte agricolo, l’europarlamentare segnala due criticità nella nuova PAC in discussione per il 2028: “Von der Leyen ha previsto un taglio del 20% alle risorse per l’agricoltura, assolutamente da recuperare. Inoltre si vuole creare un fondo unico che smantella la strategia europea e lascia tutto al negoziato bilaterale tra Commissione e singolo Stato: il rischio è avere 27 diverse politiche agricole invece di una”. Il gruppo dei Socialisti e Democratici, assicura Nardella, è impegnato su entrambi i fronti.
Sulla questione abitativa, l’eurodeputato saluta come “un passaggio storico” l’approvazione del Piano europeo del Social Housing a Strasburgo: “Per la prima volta il Parlamento europeo e la Commissione predispongono un piano casa che dà più poteri ai sindaci, prevede defiscalizzazioni per gli affitti a medio-lungo termine e un fondo specifico nel bilancio europeo. L’emergenza casa è diventata un problema sociale rilevantissimo”.
Sulla cornice economica europea, Nardella sostiene i piani Letta e Draghi, ma mette in guardia: “Gli eurobond non sono un’opzione, sono una condizione. Draghi ha indicato 800 miliardi di euro all’anno per dieci anni: senza quel debito comune europeo non avremo mai le risorse per competere con Cina e Stati Uniti. La resistenza dei Paesi frugali del Nord Europa va superata, e su questo il governo italiano deve fare pressione”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

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