Un’alleanza strategica tra istituzioni e mondo accademico nasce per contrastare il dissesto idrogeologico in Sicilia e, contemporaneamente, formare sul campo i futuri ingegneri dell’isola. È questo il cuore dell’accordo quadro, della durata di cinque anni, siglato negli uffici di piazza Ignazio Florio a Palermo tra la Struttura commissariale per il contrasto del dissesto idrogeologico della Regione Siciliana e il dipartimento di Ingegneria dell’Università degli studi di Palermo. Alla firma ufficiale erano presenti il soggetto attuatore dell’ente regionale, Sergio Tumminello, e il direttore del dipartimento universitario, Livan Fratini.
L’intesa punta a favorire lo scambio culturale e di esperienze didattico-scientifiche attraverso opportunità concrete di inserimento formativo. La collaborazione prevede infatti l’attivazione di stage e tirocini per laureandi e laureati, che si svolgeranno sia negli uffici dell’ente regionale sia direttamente nei cantieri di competenza, permettendo ai giovani professionisti di confrontarsi con specialisti di alto livello.
Come evidenziato da Sergio Tumminello, questa opportunità permetterà ai futuri ingegneri di seguire l’intero ciclo di un’opera, dalla predisposizione del progetto fino all’esecuzione dei lavori. Il soggetto attuatore ha inoltre sottolineato che l’iniziativa risponde a una precisa indicazione del presidente Renato Schifani, alla guida dell’ente, volta ad aprire la struttura al territorio attraverso un dialogo costante con i comuni, gli ordini professionali e le università. Questo percorso ha già preso il via in forma sperimentale con una giornata di formazione che ha visto gli studenti impegnati in una visita guidata nei cantieri di Monte Pellegrino.
Il dipartimento di Ingegneria, forte di un’elevata specializzazione nella geotecnica, nello studio dei fenomeni franosi e nella caratterizzazione geomeccanica dei terreni e delle rocce, garantirà un supporto fondamentale nelle attività di monitoraggio strumentale e nell’interpretazione dei dati. Gli accademici contribuiranno inoltre allo sviluppo di modelli previsionali per gestire il rischio di frane, oltre che alla valutazione e all’ottimizzazione degli interventi di consolidamento e di mitigazione dei rischi correlati. Il direttore Livan Fratini ha espresso grande soddisfazione, sottolineando come l’accordo quadro getti ufficialmente le basi per una proficua collaborazione basata su un reale scambio di informazioni ed esperienze.
La sinergia tra la Struttura commissariale e l’Ateneo si svilupperà nel segno dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico. Oltre ai percorsi di tirocinio, l’intesa include la partecipazione congiunta ad attività di ricerca e sviluppo, la stesura di tesi di laurea e di dottorato, l’organizzazione di corsi, seminari e workshop, nonché l’adesione comune a bandi e progetti di ricerca su scala regionale, nazionale e sovranazionale.
Alla definizione e alla firma dell’accordo hanno collaborato attivamente il professor Marco Rosone, docente di Stabilità dei pendii, il professor Alessio Ferrari, docente di Ingegneria geotecnica, ed Ester Daina, responsabile dell’Area legale dell’ente commissariale, che ne hanno curato i termini in ogni aspetto.





