Anffas Trapani, nella persona del suo presidente Basilio Calabrese, in una nota stampa esprime indignazione e profonda preoccupazione per la vicenda, che ha visto un bambino con disabilità, residente a Trapani, escluso dalla partecipazione ad un Grest estivo privato, che ha sede ad Erice . “Non si tratta di un episodio isolato né di una semplice criticità organizzativa- scrive Calabrese. Si tratta dell’ennesima conseguenza di una grave assenza di programmazione territoriale che da tempo denunciamo senza ricevere risposte concrete. Da tempo Anffas Trapani chiede alle amministrazioni competenti l’apertura di un tavolo permanente di confronto per affrontare il tema delle attività educative, ricreative, socializzanti e occupazionali destinate alle persone con disabilità, soprattutto durante i periodi di sospensione delle attività scolastiche. Da tempo chiediamo- prosegue Calabrese- l’attivazione e la strutturazione di Centri Socio-Educativi e Ricreativi, previsti nell’ambito della programmazione degli interventi sociali disciplinata dalla Legge 328/2000, quali strumenti fondamentali per garantire inclusione, partecipazione sociale, sostegno alle famiglie e continuità educativa. Purtroppo, tutte queste richieste sono rimaste sostanzialmente inascoltate. Le famiglie continuano ad essere lasciate sole ad affrontare mesi interi privi di servizi adeguati, mentre le persone con disabilità vedono compromesso il loro diritto alla partecipazione sociale e alla piena inclusione nella comunità. Oggi ci troviamo a commentare l’esclusione di un ragazzo da un’attività estiva. Domani rischiamo di assistere ad altre situazioni analoghe se le istituzioni continueranno a ignorare un problema che non nasce oggi e che è stato più volte segnalato L’inclusione non può essere affidata alla buona volontà di singoli operatori o associazioni. Essa rappresenta un preciso dovere delle istituzioni pubbliche, sancito dalla Costituzione, dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, dalla Legge 104/1992, dalla Legge 328/2000 e dalla recente riforma della disabilità. Ci chiediamo quante altre famiglie dovranno subire situazioni di esclusione prima che si comprenda la necessità di programmare servizi strutturati e permanenti. Anffas Trapani chiede pertanto: la convocazione immediata di un tavolo tecnico territoriale; la programmazione stabile di Centri Socio-Educativi e Ricreativi per persone con disabilità; l’utilizzo degli strumenti previsti dalla Legge 328/2000 e dal Progetto di Vita individuale; il coinvolgimento delle associazioni rappresentative delle famiglie nella fase di progettazione dei servizi; l’individuazione di adeguate risorse economiche per garantire attività inclusive durante tutto l’anno e non soltanto in occasione di iniziative sporadiche. L’episodio verificatosi rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme che non può essere ignorato. Ogni persona esclusa è una sconfitta per l’intera comunità”.





