mercoledì 17 Giugno 2026

INTERVISTA- Il Comune di Trapani e cittadini insieme per far risorgere Montagna Grande dalle ceneri dell’incuria

Montagna Grande non esiste più. Quello che si è consumato tra il 13 e il 16 giugno non è stato solo un incendio, ma il definitivo “funerale” di uno dei polmoni verdi più importanti del territorio trapanese e salemitano. Un disastro ambientale che il Sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, e l’Assessore alle Politiche Agricole, Giuseppe Pellegrino, definiscono senza mezzi termini una cronaca di un’omissione annunciata. L’incendio, partito sabato scorso da Casal Monaco con almeno tre punti di innesco simultanei – elemento che configura l’ipotesi di un disastro colposo o doloso –, ha beneficiato del cambio di direzione dei venti, fagocitando l’intera superficie demaniale: la parte nord nel comune di Trapani e la parte sud nel territorio di Salemi. La denuncia più grave riguarda la gestione del post-incendio del 2020. Tutta la vegetazione bruciata e gli alberi morti sono rimasti sul terreno per sei anni, ostruendo le stradelle forestali e trasformandosi in una gigantesca bomba di biomassa secca. Quello che doveva essere rimosso è diventato il combustibile perfetto per il rogo di tre giorni fa.

 

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