Tolleranza zero per garantire la sicurezza di bagnanti e diportisti. È questo il bilancio della prima fase dell’operazione nazionale “Mare e Laghi Sicuri 2026”, coordinata a livello locale dalla Capitaneria di porto di Mazara del Vallo. Dal giorno del via ufficiale, lo scorso 16 giugno, i militari hanno intensificato le attività di perlustrazione sia a terra che in mare nei territori comunali di Mazara, Campobello di Mazara e Castelvetrano, puntando soprattutto sulla prevenzione. Tuttavia, non sono mancate le irregolarità e le pesanti sanzioni.
I controlli a terra sono stati finora quarantotto e hanno riguardato da vicino i sodalizi nautici e le strutture balneari. Nonostante i ripetuti incontri informativi avvenuti in primavera tra l’Autorità marittima e gli operatori del settore, le pattuglie hanno dovuto sanzionare tre stabilimenti balneari per la totale assenza del servizio di salvataggio. Se in due casi i concessionari si sono giustificati lamentando la ormai nota difficoltà nel reperire bagnini, il terzo caso ha dell’incredibile, poiché il titolare aveva regolarmente assunto un assistente ai bagnanti ma aveva deciso di adibirlo al servizio bar come cameriere, lasciando la torretta di salvataggio completamente sguarnita per lunghi periodi. Per tutti e tre i gestori è scattata una sanzione di 1.000 euro e una diffida immediata a ripristinare il presidio di sicurezza, come previsto dall’ordinanza balneare vigente. Dalla Capitaneria fanno sapere che questo retaggio di vecchie abitudini rappresenta anche un illecito contrattuale e che, per tutelare la vita umana, i controlli proseguiranno senza sosta, anche attraverso l’impiego di agenti in borghese.
Non va meglio sul fronte del diporto, dove le unità navali hanno già effettuato quattordici missioni per verificare il corretto rispetto delle distanze dalla costa. In questo contesto sono state accertate undici violazioni concentrate quasi interamente nei soli due fine settimana dell’operazione. Il fenomeno più preoccupante e sanzionato riguarda la navigazione di unità a motore, in particolare acquascooter, all’interno della fascia di rispetto dei trecento metri dalla riva, una zona che la legge riserva categoricamente ed esclusivamente alla balneazione durante la stagione estiva.
L’alto numero di infrazioni in mare in così pochi giorni ha spinto la Capitaneria di Porto a ribadire la linea della massima fermezza e della tolleranza zero contro chi mette a rischio l’incolumità pubblica. L’Autorità marittima ha concluso ricordando a tutti gli utenti che la sicurezza in mare è un impegno collettivo, in cui il rispetto rigoroso delle regole e la prudenza individuale rappresentano la più efficace forma di prevenzione per vivere l’estate con serenità.






