domenica 23 Agosto 2026

Sei donne uccise in pochi giorni: il grido d’allarme del Codacons Sicilia Donna. “Basta indignazione, servono prevenzione e protezione immediata”

Una scia di sangue che ha insanguinato i giorni di Ferragosto e il periodo immediatamente successivo, spezzando sei vite in una drammatica sequenza di violenza. Carmela Bifano, Joanna Rouissi, Michela Rubiu, Ornella Forastefano, Tania Terrin e Maria D’Alessandro sono i nomi al centro dei recenti e gravi fatti di cronaca che spingono il Codacons Sicilia Donna a lanciare un appello urgente e intransigente alle istituzioni. Dietro ogni nome, sottolinea l’associazione, non ci sono semplici statistiche, ma persone, famiglie e storie che impongono una risposta immediata dello Stato, andando ben oltre la mera condanna morale e il cordoglio di rito.
A intervenire con fermezza sono il Segretario Nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, e la Presidente di Codacons Sicilia Donna, l’avvocata Federica Prestidonato. Al centro della riflessione vi è l’efficacia degli attuali strumenti di tutela, soprattutto alla luce di vicende come quella di Tania Terrin, la quale aveva già denunciato il proprio ex compagno e nei cui confronti erano stati adottati dei provvedimenti. Un caso emblematico che rileva quanto la rete di protezione possa risultare fragile proprio laddove il rischio era già noto. Come sottolinea l’avvocata Prestidonato, una denuncia non può rappresentare soltanto l’inizio di un procedimento, poiché per una donna che vive una situazione di violenza si tratta di un passaggio difficilissimo che deve essere seguito da una valutazione tempestiva del pericolo e da misure adeguate, momenti in cui la presenza dello Stato deve farsi concreta, continua ed efficace.
L’associazione rimarca con forza come la risposta al femminicidio e alla violenza di genere non possa esaurirsi unicamente sul piano repressivo o sull’inasprimento delle pene. La vera sfida, secondo Tanasi, è riuscire a prevenire. Per questo motivo, il Codacons chiede al Governo la convocazione urgente di un tavolo istituzionale che coinvolga forze dell’ordine, autorità giudiziaria, servizi sociali, strutture sanitarie e centri antiviolenza, puntando a stanziare risorse strutturali e continuative per i centri stessi, ad assicurare una formazione specialistica capillare a tutti gli operatori che entrano in contatto con le vittime e a migliorare radicalmente il coordinamento operativo tra i vari enti preposti alla sicurezza e all’assistenza.
Accanto agli interventi di protezione immediata, l’associazione insiste sulla necessità di agire sulle radici culturali del fenomeno, investendo sulla scuola, sulle famiglie e sulla formazione delle nuove generazioni nel segno del rispetto reciproco, della parità e della dignità della persona. Nel frattempo, il Codacons fa sapere di essere pronto a fare la propria parte: l’associazione valuterà con attenzione, nel pieno rispetto delle indagini della magistratura, eventuali omissioni o responsabilità nei casi in cui le vittime avessero formalmente richiesto aiuto senza ricevere la protezione necessaria.
L’appello si chiude con le parole di Tanasi, secondo cui non si può accettare che dopo ogni nuova vittima tutto si riduca a pochi giorni di indignazione, ribadendo la necessità di risorse, coordinamento, prevenzione e della capacità di intervenire prima che sia troppo tardi.

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